Rudolf Steiner e l'Antroposofia

Pur essendo passato ormai quasi un secolo dalla morte di Rudolf Steiner (1861-1925), il suo nome appare ancora assai poco conosciuto in Italia, e lo stesso si può dire dell'Antroposofia da lui fondata.

L'agricoltura biodinamica, la pedagogia Waldorf, la medicina antroposofica o le proposte per la triarticolazione dell'organismo sociale, sostenute anche da Adriano Olivetti, sono oggi senz'altro più note ed apprezzate: eppure, non è possibile separare tali realtà dal loro fondatore e dall'Antroposofia, la concezione del mondo e dell'uomo da cui queste hanno tratto origine e su cui tuttora si fondano.

Internet e gli odierni mezzi di comunicazione, per il loro stesso carattere, non permettono di approfondire e comprendere la vastissima opera di Rudolf Steiner, come questa merita. Nei gruppi di studio della Società Antroposofica viene offerta la possibilità a chiunque di avvicinarsi ad essa attraverso un approccio più personale: da anima ad anima, per così dire. Un vero e proprio studio del pensiero di Rudolf Steiner, tuttavia, non può che iniziare da una lettura individuale dei suoi scritti fondamentali, che sono i seguenti:

 

- La filosofia della libertà;

- Teosofia;

- La scienza occulta;

- L'iniziazione;

- La mia vita.

 

Pur rinunciando qui ad ogni velleità di presentare in maniera esaustiva la figura di Rudolf Steiner, riportiamo alcuni pensieri espressi su di lui da uomini e donne che lo hanno conosciuto personalmente o a lungo studiato, nella speranza che questi contributi possano comunque essere utili a chi oggi voglia avvicinarglisi, anche grazie all'ausilio di questo sito.

 

<<Rudolf Steiner! Quanti, nel primo quarto del XX secolo, sono stati venerati dai discepoli o vilipesi dai detrattori, difesi dagli uni o perseguitati a morte dagli altri, nella misura in cui ciò accadde a lui? La sua vita è un'epopea spirituale. Ed epiche sono le lotte combattute attorno a lui. L'abbondante letteratura che gli è stata dedicata in lingua inglese o tedesca ne è testimonianza: ricordi personali o esposizioni della sua opera vi si trovano a fianco di polemiche ancora calde.

Nei paesi latini, il pubblico conosce poco questa figura di precursore che si erge alle soglie del secolo. Fra gli animi più attenti ai movimenti profondi del pensiero contemporaneo, taluni sanno tuttavia che le sue idee circolano nel sangue dell'epoca e che la sua influenza è lì, innegabile benché anonima, dietro mille testimonianze di uno spirito nuovo. Perché negli uni l'ignoranza e negli altri l'inconfessata cospirazione del silenzio? Perché il nome di Rudolf Steiner è stato tante volte taciuto, per partito preso, malgrado che lo si trovi al'origine di correnti di idee che hanno raggiunto forza vitale, di formule artistiche ormai affermate, di tecniche che da lui sono state prese a prestito? Perché? Ma perché Rudolf Steiner esce dalle regole del gioco stabilite all'epoca. E' un "pensatore veggente".

Gli uomini di pensiero hanno un sacro orrore delle rivelazioni sovrasensibili, che tacciono a priori di irrazionalità.

I mistici, dal canto loro, non sanno che farsene dell'apparato della sua filosofia. E i religiosi si spaventano del suo potere di visione non ortodosso.

Se non fosse stato classificato tra gli occultisti, oggi sarebbe resa giustizia al sociologo, allo scienziato, al filosofo di genio, all'ispiratore di scuole e cliniche, al rinnovatore dell'arte del teatro, della parola e del gesto, del suono e della forma, della linea e del colore... Ovviamente. Ma egli si trova dall'altra parte della barricata>>.

Simonne Rihouet-Coroze

(da Rudolf Steiner. La vita e l'opera del fondatore dell'Antroposofia, Nardini editore) 

 

 

<<Avvicinandosi all'opera di Rudolf Steiner, in un primo momento, si rimane sorpresi dalla pienezza degli oltre 350 volumi dell'Opera Omnia. E' stupefacente rilevare quanti diversi temi vengano trattati. E appare quasi incomprensibile che un uomo abbia potuto presentarsi in tali ambiti della vita in modo così competente e rilevante per la vita pratica, in tempi di sempre maggiori specializzazioni. Sappiamo bene che, dopo il Rinascimento, nella storia europea difficilmente sono esistiti uomini universalmente eruditi. E qui nel XX secolo vediamo un uomo che in tutti gli ambiti del sapere era veramente come a casa propria. Questo ci mostra un primo sguardo, ancora molto superficiale, della sua opera.

Se ora si osserva il suo contenuto, si rimane sorpresi ancora da qualcos'altro. Infatti, quest'opera consiste quasi esclusivamente in risultati di una indagine spirituale, effettuata con una precisione e compiutezza proprie soltanto della scienza naturale. Questi contenuti tuttavia non trattano questioni del mondo, bensì fatti ed entità del mondo spirituale. E tutto ciò nacque unicamente dall'indagine spirituale propria di Rudolf Steiner. Qui emerge la domanda: ma com'era possibile una cosa del genere e soprattutto come arrivò egli stesso a questo?

Rivolgendosi al corso della vita di quest'uomo, mossi da tale domanda, molto presto ci si accorge che la sua vita, in realtà, è il più grande mistero dell'Antroposofia. Infatti, al centro dell'Antroposofia sta senza dubbio il cammino evolutivo del suo creatore. Con profondo stupore si vedono i risultati del suo lavoro spirituale e si vorrebbe sapere come egli ha potuto raggiungerli.

Negli antichi Misteri ai non iniziati non veniva mai rivelato il cammino che conduce nel mondo spirituale. Ne veniva reso noto qualcosa molto raramente e soltanto in condizioni del tutto particolari. Questa situazione si modificò tuttavia in modo fondamentale con l'evento del risveglio di Lazzaro in cui, per la prima volta nella storia dei Misteri dell'umanità, venne effettuata un'iniziazione pienamente valida, non di nascosto in un tempio, bensì del tutto pubblicamente. Riallacciandosi spiritualmente a questo evento, Rudolf Steiner stesso non solo poté percorrere le vie spirituali che corrispondono all'odierno grado evolutivo dell'umanità, bensì egli poté anche parlarne pubblicamente.

Nel suo libro L'iniziazione, come pure in altri suoi scritti, Rudolf Steiner descrive in tutti i dettagli il sentiero della moderna iniziazione, sul quale egli giunse ai risultati della propria indagine spirituale. Prima fu lui stesso a percorrere questo cammino di iniziazione, del quale con responsabilità trasmise solo ciò che aveva esaminato in modo scrupoloso ed esauriente.

Tutto ciò che Rudolf Steiner pubblicò in questa direzione oggi è liberamente disponibile ad ogni uomo. Infatti, nell'Antroposofia, la liberà individuale è il più alto comandamento. Non senza motivo alla base dell'Antroposofia sta il libro La filosofia della libertà. Perciò, quando si fanno i primi passi in questo cammino, si percepisce subito con chiarezza che qui Rudolf Steiner ci lascia completamente liberi. Si può rimanere nello studio della sua opera oppure dopo un po' iniziare con la meditazione o con altri esercizi spirituali. E già nello studio siamo del tutto liberi. Rudolf Steiner ci invita di continuo a verificare da tutti i lati i fatti spirituali da lui comunicati. Le rigorose forme di pensiero, tutt'altro che semplici, con le quali egli ha rivestito i risultati delle sue indagini vennero da lui scelte del tutto coscientemente, affinché la libertà del lettore rimanga sempre pienamente conservata>>.

Sergej O. Prokofieff

(da Del rapporto con Rudolf Steiner, Widar Edizioni)

 

 

<<Steiner aveva dedicato molti anni di studio a Goethe. Era stato curatore delle opere scientifiche di Goethe e nelle sue conferenze si riferisce spesso a lui. E non c'è alcuna nostalgia per l'orfismo in Steiner, nessun ragionamento primitivo o magico. Anche lui è un pensatore moderno. Ciò che lo distingue dalla maggior parte degli altri è il suo rifiuto di fermarsi a ciò che egli chiama "il confine del mondo materiale". E come possiamo oltrepassare questo confine? Possiamo farlo grazie ad una disciplina che ci guidi dalla coscienza ordinaria e ci renda familiare una coscienza di altro genere; possiamo farlo grazie al ritrovamento di un sentiero volto verso l'Immaginazione.

"Si può compiere il cammino verso l'immaginazione, in modo adeguato alla nostra civiltà occidentale", egli dice, "cercando di darci interamente al mondo esterno dei fenomeni, lasciandolo agire direttamente su di noi con l'esclusione del pensare, ma badando pure ad accogliere il mondo. Sappiamo che, nello stato di veglia, la nostra vita spirituale ordinaria decorre in modo che già nel percepire imbeviamo di continuo il percepito con le nostre rappresentazioni; nel pensiero scientifico poi il percepito viene congiunto sistematicamente con i pensieri, e l'insieme delle percezioni viene organizzato dalle rappresentazioni. (...) Si può riuscire realmente a lavorare con tale vigore interiore da saper escludere, sopprimere la rappresentazione durante l'atto del percepire, da sapersi abbandonare interamente all'attività percettiva esterna". Questo non è un deprezzamento del pensiero. Piuttosto, è qualcosa che libera la fantasia. "Si consegue una notevole forza nell'anima", se si diviene in grado di "assorbire il mondo esterno libero da concetti". Steiner dice: "l'uomo è di continuo esposto al mondo esterno, dalla nascita in poi. Oggi si considera di solito questa esposizione al mondo esterno solo come astratta percezione, o astratta conoscenza, ma non è così. Siamo circondati da un mondo di colori, suoni e calore e da tutti i tipi di impressioni sensoriali". Il cosmo comunica con noi anche attraverso il colore, il suono e il calore. "Il calore è anche qualcosa d'altro che calore, la luce è qualcosa di diverso dalla mera luce fisica, e così pure il suono in rapporto al suono fisico. Quando riceviamo impressioni attraverso i sensi, siamo certamente coscienti solo, diciamo, del suono esteriore, del colore visibile. Ma attraverso tale esposizione alle impressioni sensoriali non agisce quello di cui fantasticano la fisica o la fisiologia moderne, le onde dell'etere, i moti degli atomi e simili, ma agisce lo spirito, agiscono le forze che qui nel mondo fisico, fra la nascita e la morte, fanno di noi quello che siamo come esseri umani".

Ho pensato fosse meglio non interporre me stesso, ma consentire a Steiner di parlare da sé, perché egli è più di un pensatore, è un iniziato, e solo lui è in grado di comunicare ciò che ha sperimentato. La mente umana, ci dice, deve imparare a volere il pensiero puro, ma deve imparare anche a lasciar da parte il pensiero concettuale per vivere all'interno dei fenomeni. "Alla conoscenza dello spirito non si giunge con un'astratta metafisica, ma proprio con la fenomenologia, col percepire, tramite una coscienza risvegliata, ciò che di solito compiamo incoscientemente, col percepire come attraverso il mondo dei sensi lo spirito penetri in noi e organizzi il nostro essere".

Non possiamo nemmeno cominciare a pensare ad un rinnovamento sociale senza prima avere affrontato tali questioni. Cos'è la realtà nel mondo civilizzato? "Un mondo di esterni senza interni", afferma Owen Barfield, uno dei migliori interpreti di Steiner. Un mondo di quantità senza qualità, di anime prive di mobilità e di comunità più morte che vive>>.

Saul Bellow

Premio Nobel per la Letteratura del 1976

(dalla sua prefazione all'edizione americana del ciclo di conferenze di Rudolf Steiner I confini della conoscenza della natura)